Presentazione

Essere aggiornati sulle questioni di sicurezza e, soprattutto, sicurezza delle e nelle scuole, è importante. Per questo Cisl Scuola Lombardia ha ritenuto utile approntare uno strumento di facile consultazione per avere a portata di mouse tutta la normativa essenziale.

Specifice sezioni di questo strumento web offrono approfondimenti con rinvii alla normativa.

Un impegno caratterizza i nostri operatori: aggiornare costantemente questo supporto web perchè sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e nelle scuole sono questioni importanti.

 

CERCA

Sicurezza e benessere nelle scuole. Indagine sulla qualità dell’aria e sull’ergonomia.

Possibili condizioni o fonti di rischio biologico

Il mondo della scuola rappresenta una cospicua parte della società; in un Paese civile la salute e la sicurezza di dieci milioni di persone in prevalenza giovani deve costituire un diritto esigibile. Appare chiaro a tutti quanto sia importante operare in ambienti scolastici con adeguate condizioni di igiene e di sicurezza. A questo tema è dedicata una pubblicazione dell’Inail realizzata da CONTARP “Sicurezza e benessere nelle scuole. Indagine sulla qualità dell’aria e sull’ergonomia”. La pubblicazione riporta i risultati di un monitoraggio sulle condizioni di igiene e sicurezza degli ambienti scolastici in alcuni istituti di scuola secondaria di secondo grado di Roma e provincia. Il progetto nasce nell’ambito del protocollo siglato nel 2007 tra MIUR e INAIL, finalizzato a promuovere … iniziative di orientamento professionale e tecnico scientifico, in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, rivolte agli studenti delle Scuole Secondarie Superiori

La CONTARP (Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione dell’INAIL) ha sviluppato il progetto tenendo conto di due precisi obiettivi:

  1. accrescere le conoscenze sui rischi negli ambienti scolastici, informando e formando tutta la popolazione scolastica (studenti, docenti e ATA) sui temi della sicurezza
  2. monitorare i principali fattori di rischio/disagio realizzando “report” , in particolare sui fattori di rischio/disagio e la realizzazione di “report” sui monitoraggi effettuati, su “fattori di tipo chimico, fisico e biologico, per caratterizzare la qualità dell’aria indoor e analizzare gli aspetti di tipo ergonomico (comfort acustico, microclima, illuminamento, posture ecc.)”

Rinviando ad una lettura integrale del documento dell’Inail, in questa sede prestiamo la dovuta attenzione ad uno dei fattori di rischio spesso trascurato: il rischio biologico
Il rischio biologico nelle scuole è di “natura prevalentemente infettiva (virus e batteri), con modalità di esposizione in prevalenza per inalazione e per contatto diretto (tra un individuo ed un altro) o indiretto (contatto con superfici o oggetti contaminati)”. 
Ad esempio “l’affollamento dei locali, l’inadeguata ventilazione e l’insufficienza dei ricambi d’aria negli ambienti rappresentano condizioni critiche, che incrementano la possibilità di contatto con le potenziali sorgenti di rischio (persone affette da malattie infettive o portatrici sane o asintomatiche) e impediscono la diluizione degli inquinanti biologici negli ambienti. Il cattivo stato di manutenzione e di pulizia dell’edificio, degli ambienti indoor, dei servizi igienici e degli impianti sia di trattamento aria che idrosanitari può determinare condizioni favorevoli allo sviluppo e all’accumulo di muffe, batteri ambientali (ad esempio Legionelle) e acari della polvere”. 
Le patologie prevalenti riscontrate tra la popolazione scolastica “sono rappresentate da: 
- malattie virali, con epidemie stagionali di raffreddore, influenza, e altre malattie a trasmissione aerea (morbillo, varicella, rosolia ecc.); 
- parassitosi (ad esempio, pediculosi, scabbia, ossiuri); 
- patologie allergiche (allergie da pollini, acari della polvere, muffe, ecc.
)”. 
Lo studio evidenzia che “considerata la natura prevalentemente infettiva del rischio biologico, la sua prevenzione nelle scuole si fonda essenzialmente sul rispetto delle norme di pulizia ed igiene sia personale che ambientale, con l’adozione di regole comportamentali individuali e collettive (c.d. ‘precauzioni universali’), a partire da un’adeguata ventilazione dei locali e dal lavaggio delle mani; quest’ultimo rappresenta un’elementare ma efficacissima pratica e misura di prevenzione del rischio biologico secondo le indicazioni date dall’OMS”. Precauzioni universali che “debbono essere adottate indipendentemente dall’insorgenza di casi di malattia nella scuola, in quanto servono ad interrompere la catena del contagio che favorisce la trasmissione interumana di un agente infettivo per via aerea, oro-fecale o ematica-sessuale. Una regolare manutenzione dell’edificio e degli impianti consente, inoltre, di controllare le condizioni ambientali che favoriscono la proliferazione microbica. Per questo motivo dovranno essere adottate tutte le misure comportamentali atte a ridurre l’accumulo di contaminanti di origine biologica (polveri allergeniche, muffe e spore fungine ecc.), la cui presenza determina condizioni favorevoli alla crescita microbica nell’indoor scolastico (umidità, fonti di nutrimento, ecc.)”. Ed è dunque chiaro quanto sia rilevante il ruolo dalla formazione su questi temi “nei confronti sia del personale scolastico (docente e non) che di quello coinvolto nelle attività di pulizia, ristorazione e manutenzione delle eventuali aree verdi esterne agli edifici scolastici”. 
Il documento riporta poi “misure preventive particolari da adottare per la tutela della salute di tutta la popolazione scolastica, con particolare riguardo a quella giovanile e infantile”:

  • “gli studenti non devono condividere oggetti che potrebbero trasmettere malattie (oggetti che sono stati introdotti in bocca, bicchieri, cannucce, lattine, posate, matite, penne, salviette, rossetti, burro di cacao, spazzolini da denti);
  • gli studenti devono imparare a gestire le loro necessità personali in caso di pronto soccorso (ad es. epistassi);
  • gli studenti devono imparare a manipolare in sicurezza gli oggetti taglienti, i rifiuti prodotti da altri ed eliminare correttamente i rifiuti personali (salviette facciali, asciugamani sporchi, utensili per mangiare, assorbenti, superfici contaminate da sangue);
  • la trasmissione della pediculosi può essere limitata tenendo cappotti e oggetti personali in stanzini/comparti individuali, evitando di condividere cappelli, pettini ecc.;
  • gli insegnanti, gli istruttori o allenatori devono sempre mettere in pratica comportamenti corretti per la prevenzione del contagio, essere addestrati al primo soccorso e all’emergenza e conoscere le ‘precauzioni universali’. Devono, inoltre, saper utilizzare i materiali contenuti nel kit per le emergenze, messo a disposizione dalla scuola”.

Infine il documento riporta una tabella (pagg 111-113) che elenca alcune possibili condizioni o fonti di rischio biologico rinvenibili nelle scuole con i relativi interventi preventivi da mettere in pratica.

Allegati: