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Sentenza sul liceo Darwin: intervista a Raffaele Guariniello

Ritorniamo sul caso del " liceo Darwin di Rivoli (TO)" dopo la sentenza del 3 febbraio 2015 della IV Sezione Penale della Corte di Cassazione riportando una intervista al procuratore Raffaele Guariniello, coordinatore del pool di magistrati della Procura di Torino specializzato nei problemi relativi alla sicurezza sul lavoro e alla tutela del consumatore, pubblicata dal quotidiano online “Punto Sicuro”.

... A lui chiediamo non solo un suo commento, che è sicuramente positivo in quanto va nella direzione dell’inchiesta da lui aperta dopo il crollo, ma anche una chiave per comprendere se questa sentenza potrà essere, una volta integrata dalle motivazione, un vero spartiacque nell’impegno per la prevenzione della sicurezza scolastica. Non solo. Gli chiediamo se la sentenza cambia qualcosa per il futuro nelle responsabilità dei dirigenti scolastici e degli RSPP...
Perché nel caso Darwin non vi sono responsabilità dei dirigenti scolastici? Come sono imputabili al Servizio di Prevenzione e Protezione eventuali errori tecnici se mancano le competenze per coglierli?

Volevamo raccogliere innanzitutto un suo commento sulla sentenza del 3 febbraio della Cassazione relativa al caso Darwin... È quello che si aspettava? Secondo lei le motivazioni che usciranno più avanti potranno dirci qualcosa di nuovo?
Raffaele Guariniello
: La Cassazione ha sempre ragione perché ha l’ultima parola, quindi è importante leggere la motivazione della sentenza. Certo con questa sentenza la Cassazione, e più di preciso la sezione quarta della Cassazione, si rivela come il vero avamposto della giurisprudenza nel settore della sicurezza sul lavoro. È la sezione specializzata in questa materia della sicurezza sul lavoro, a differenza delle altre sezioni, e quindi è in grado di fornire degli insegnamenti che sono molto più approfonditi. Proprio perché non è che faccia ogni tanto qualche sentenza in questa materia, ma sistematicamente è proprio addetta a lavorare su questa materia. Sotto questo aspetto non è che proprio mi sorprenda questa sentenza sul Darwin, perché nella sostanza la nostra impostazione in materia, quella che poi è stata recepita, è il frutto di elaborazione che abbiamo desunto proprio dalle sentenze della Cassazione. Sia per quel che riguarda la responsabilità dei Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi, sia per quel che riguarda la responsabilità dell’Ente proprietario di una scuola”... (...) Insomma l’impostazione, ritengo rigorosa, che ci si era data in questa materia era il frutto di insegnamenti della Cassazione, Quindi in qualche modo mi sarei sentito sorpreso nel caso in cui non fosse stata confermata la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Torino. Ciò non toglie che non sia una sentenza a suo modo fondamentale perché dà le indicazioni che bisogna seguire quando si affronta un caso di infortunio nell’ambito di una scuola. D’altra parte al di là di questi aspetti di carattere giuridico, la sentenza è fondamentale perché dà un’indicazione: bisogna che la sicurezza nelle scuole venga effettivamente tutelata, e non come sta ancora avvenendo oggi che non è ancora adeguatamente tutelata. Non dico a Torino, ma in tutto il paese, le nostre scuole sono purtroppo insicure. Questa sentenza dà un messaggio a tutti i soggetti e gli operatori interessati. Il messaggio è: non accettate questa situazione. Per cui anche di fronte alla doglianza giusta che viene spesso mossa, “mancano le risorse”, non ci si arrende. Bisogna allora prendere dei provvedimenti alternativi.

Vediamo di approfondire i contenuti della sentenza. In un intervista che lei aveva rilasciato al nostro giornale sulla sicurezza della scuole si era soffermato in particolare su obblighi e responsabilità del dirigente scolastico. Tuttavia i condannati dalla sentenza in questo caso sono ex Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) della scuola e funzionari della Provincia di Torino responsabili per l'edilizia scolastica...
R.G.: Diciamo che l’articolo 18 comma 3 [del Decreto legislativo 81/2008, ndr] individua due garanti: la scuola e l’ente proprietario della scuola. Poi naturalmente all’interno della scuola e dell’ente proprietario bisogna individuare i soggetti responsabili. E questo dipenderà molto dal comportamento tenuto dai vari soggetti che operano all’interno della scuola. Prendiamo la scuola. Nella scuola il datore di lavoro, o diciamo meglio, il presunto datore di lavoro sarebbe, in base ai decreti ministeriali, il dirigente scolastico che quindi ha l’obbligo di valutare i rischi. Più che mai un dirigente scolastico ha bisogno di un apporto tecnico. Più che mai diventa basilare la figura del Responsabile del Servizio di Prevenzione che deve dare la sua collaborazione al dirigente scolastico. Un conto è avere un datore di lavoro di un acciaieria che è anche un ingegnere che si occupa dei processi di metallurgia, un altro conto è avere un dirigente scolastico che una preparazione tecnica in genere non ce l’ha. Quindi è fondamentale il ruolo del Servizio di Prevenzione. Quindi si tratta di capire come questa situazione di rischio, che ha causato l’infortunio, era individuabile dal datore di lavoro autonomamente oppure era indispensabile che un tecnico gliela segnalasse... Quando ad esempio in un asilo di Zagarolo, vicino a Roma, è caduto un cancello, è piombato addosso ad una bambina di quattro anni che è morta, è stato condannato anche il datore di lavoro. Ma perché? Perché era provato che il datore di lavoro conosceva benissimo quella situazione di rischio. E gli si addebitava di non aver comunque, pur conoscendo quella situazione di rischio e fino a che il Comune non avesse adottato i provvedimenti necessari, attuato quei provvedimenti immediati che potevano essere la recinzione della zona e così via. Qui la differenza che c’è ad esempio tra il caso di Zagarolo o il caso di Darwin sta proprio nella conoscenza o nella ragionevole conoscibilità della situazione di rischio da parte del dirigente scolastico.

Lei ha parlato della necessità di competenze tecniche, tuttavia ad oggi il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione potrebbe, al di là dei corsi di formazione richiesti dalla normativa, anche avere solo un diploma di istruzione secondaria superiore e mancare di particolari competenze in materia edile...
R.G.: Beh, la strada è indicata dall’articolo 31 comma 3 del Decreto 81. Se l’RSPP si trova di fronte ad un rischio che non è in grado di padroneggiare deve segnalarlo al datore di lavoro che deve ricorrere a persone esterne, con la dovuta professionalità, che siano in grado di integrare l’azione di prevenzione...

Ma non c’è la possibilità che manchino proprio le competenze per individuare il rischio?
R.G.: Vede bisogna vedere caso da caso. Qui nel caso del Darwin era che c’èra un locale tecnico che non ci voleva la competenza tecnica. Bisognava andarlo a vedere. E nessuno è andato a vederlo... Questa è poi la ragione di fondo della condanna... (...)