Presentazione

Essere aggiornati sulle questioni di sicurezza e, soprattutto, sicurezza delle e nelle scuole, è importante. Per questo Cisl Scuola Lombardia ha ritenuto utile approntare uno strumento di facile consultazione per avere a portata di mouse tutta la normativa essenziale.

Specifice sezioni di questo strumento web offrono approfondimenti con rinvii alla normativa.

Un impegno caratterizza i nostri operatori: aggiornare costantemente questo supporto web perchè sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e nelle scuole sono questioni importanti.

 

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Lavoratori, igiene, sicurezza: come realizzare un piano formativo?

Proponiamo all’attenzione una guida per le imprese che indica come predisporre un piano aziendale formativo: un documento destinato alle imprese e non alle scuole, ma lri teniamo importante conoscere anche le esperienze di altri settorie, soprattutto, il peso che viene asssegnato alla formazione per la tutela e la sicurezza dei lavoratori per un reale miglioramento delle condizioni lavorative.

Iniziative improvvisate e/o occasionali di formazione dei lavoratori, infatti, rischiano di essere inefficaci; per contro è necessario un piano formativo adeguato ai bisogni formativi che sono stati rilevati rilevati. 


A questa logica risponde il documento, elaborato nel maggio 2014, Formazione dei lavoratori in materia di igiene e sicurezza sul lavoro - Guida per le imprese, dall'ASL di Monza Brianza. 
Il documento parte dal presupposto che la formazione alla sicurezza sul lavoro deve essere intesa come “una parte del processo formativo che un’impresa mette in campo per essere al passo con i tempi, al pari della valutazione dei rischi che non può essere considerata come un’analisi a sé stante, ma deve essere integrata con l’attività quotidiana che rappresenta la mission aziendale”. 
Un piano di formazione aziendale “rappresenta l’insieme dei progetti formativi utili al raggiungimento degli obiettivi aziendali (operativi, strategici, di salute e sicurezza sul lavoro, ecc.). Proprio la strutturazione di un piano di formazione aziendale, che garantisca continuità nel tempo ed efficacia all’azione educativa, rivela l’intenzione di investire sulle conoscenze e competenze dei lavoratori e di puntare così, decisamente, su una corretta attività di prevenzione, soprattutto se è stato condiviso dai vari attori del sistema di prevenzione aziendale”.

Come programmare e realizzare un piano di formazione aziendale? 
Il documento dell’Asl Monza e Brianza specifica che per articolare un buon piano di formazione occorre seguire quattro fasi:

FASE 1 - analisi dei bisogni formativi: tale fase è legata necessariamente agli obblighi di legge previsti dal DLgs 81/08 e nell’Accordo Stato Regioni del 21/12/11, dalla valutazione dei rischi e dal contesto organizzativo del luogo di lavoro. Il protagonista è il RSPP che ha il compito di raccogliere i contributi offerti dal medico competente, dall’ RLS, dai preposti e dai lavoratori. Indicare al datore di lavoro i programmi di informazione e formazione rientra tra le competenze del Servizio di Prevenzione e Protezione

FASE 2- progettazione delle iniziative di formazione: “la progettazione delle iniziative di formazione, traduce i bisogni formativi in obiettivi di apprendimento, ossia ciò che deve essere capace di fare il lavoratore alla fine di un percorso formativo che non era capace di fare prima” (nel documento viene presentata una scheda con un esempio di traduzione di bisogni formativi in obiettivi di apprendimento). E’ necessario identificare anche gli “obiettivi specifici correlati con la particolare figura professionale/mansione, differenziando ciascuno di essi sulla base dei compiti svolti nel contesto lavorativo”. Serve inoltre esplicitare i “risultati attesi dall’intervento di formazione (risultati dell’apprendimento), preferibilmente espressi in termini di conoscenze (sapere), competenze (saper fare) e comportamenti (saper essere)”, risultati che dovrebbero “essere coerenti con gli obiettivi formativi e conseguibili con la partecipazione al percorso formativo”.

FASE 3- programmazione/erogazione: questa fase riguarda lo “sviluppo del piano formativo aziendale, nel quale sono collocati i progetti formativi e l’articolazione temporale che illustra “cosa sarà fatto, come, da chi e dove”;

FASE 4- valutazione: la valutazione è un “processo che deve essere centrato sugli obiettivi di apprendimento e coerente sia con le attività svolte sia con le metodologie utilizzate. Le aree comunemente indagate nella valutazione sono l’apprendimento (quali principi, fatti, tecniche sono stati appresi), il comportamento (quali cambiamenti nella condotta di lavoro risultano dal training, quali atteggiamenti sono stati cambiati), i risultati (quali sono stati i risultati tangibili del programma in termini di miglioramento della qualità, sicurezza, efficacia ecc.) e il gradimento (se i soggetti si considerano soddisfatti di aver partecipato al programma). Tale processo restituisce utili informazioni sulle eventuali modifiche da apportare sia alla fase di rilevazione dei bisogni che di progettazione ed attuazione del corso”.

Il documento, infine, pone l’attenzione anche sulla riunione periodica (art. 35 del D.Lgs. 81/2008), che, di norma, è indetta almeno una volta all’anno e “rappresenta l’occasione più adatta affinché il datore di lavoro sottoponga all’esame dei partecipanti la programmazione in materia di informazione e formazione dei dirigenti, dei preposti e dei lavoratori ai fini della sicurezza e della protezione della salute”. E nel verbale redatto durante tale riunione deve risultare “evidenza del piano formativo elaborato”.

Si veda anche:

SCHEDA DI AUTOVALUTAZIONE

DOCUMENTI ALLEGATI