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Essere aggiornati sulle questioni di sicurezza e, soprattutto, sicurezza delle e nelle scuole, è importante. Per questo Cisl Scuola Lombardia ha ritenuto utile approntare uno strumento di facile consultazione per avere a portata di mouse tutta la normativa essenziale.

Specifice sezioni di questo strumento web offrono approfondimenti con rinvii alla normativa.

Un impegno caratterizza i nostri operatori: aggiornare costantemente questo supporto web perchè sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e nelle scuole sono questioni importanti.

 

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La consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

Tra i tanti obblighi che il Dlgs 81/2008 pone a datori di lavoro e dirigenti c’è anche quello relativo alla consultazione del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) in merito a diversi aspetti; a norma degli artt. 18, comma 1, let. s) e art. 50, comma 1, let. b), del D.Lgs. 81/2008 il RLS deve essere consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, designazione degli addetti, organizzazione della formazione, individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nella azienda o unità produttiva. 

Per un orientamento al corretto adempimento di questi obblighi, può essere particolarmente utile la guida prodotta dall’Ente Bilaterale Nazionale del settore Terziario (EBINTER), dal titolo “ Datori di lavoro e lavoratori. Guida pratica agli adempimenti di sicurezza e all’apparato sanzionatorio”.
Preliminarmente il documento, ribadisce il “diritto del RLS di ricevere le informazioni e la documentazione aziendale, inerente tra l’altro la valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle concernenti l’organizzazione del lavoro", precisando inoltre che "il datore di lavoro deve fornire, anche su richiesta del RLS, tali dati”. Il RLS è “comunque tenuto a fare un uso strettamente connesso alla sua funzione delle notizie e documentazione ricevuta”.
Per quanto riguarda l’obbligo di consultare il rappresentante dei lavoratori sulle nomine e sulle designazioni dei soggetti responsabili della sicurezza, il documento ricorda che la consultazione del RLS da parte del datore di lavoro è prevista dagli artt. 18, comma 1, let. s) e art. 50, comma 1, let. c), del Dlgs 81/2008 in relazione agli aspetti maggiormente significativi per la sicurezza (valutazione dei rischi, designazione degli addetti al servizio di prevenzione e alla gestione delle emergenze; organizzazione della formazione); tale consultazione “si esprime nella obbligatoria richiesta di un parere che tuttavia non è vincolante per il datore di lavoro”. Importante è avere chiaro il procedimento da seguire, articolato in due fasi: 
prima fase “relativa all’informazione, che deve essere data al RLS su tutti gli aspetti oggetto di consultazione”; 
seconda fase “caratterizzata dalla disponibilità di un tempo congruo, da parte del RLS, per poter esprimere il proprio parere”. 
La consultazione “non può dunque scadere nella semplice informativa bensì implica l’attivazione di una particolare procedura”. 
Il documento di EBINTER, citando alcuni accordi, suggerisce che il RLS “confermi l’avvenuta consultazione apponendo la propria firma sul verbale della stessa. In tale documento, dovranno inoltre essere riportate le osservazioni e le proposte che il RLS può formulare sulle tematiche oggetto di consultazione, le quali comunque non hanno carattere vincolante per il datore di lavoro”. 
Un altro obbligo (artt. 18 e 50 del D.Lgs. 81/2008) è quello di consultare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza in merito all’organizzazione della formazione di cui all'articolo 37. Il documento di Ebinter sottolinea che il RLS ha diritto di ricevere una “formazione particolare, concernente la normativa in materia di salute e sicurezza e i rischi specifici esistenti nel proprio ambito di rappresentanza, tale da assicurargli adeguate nozioni sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi”. 
I corsi per RLS devono avere una durata minima di 32 ore, di cui 12 ore incentrate sui rischi specifici presenti in azienda e le misure di prevenzione e protezione adottate. Viene precisato che “la formazione del RLS deve svolgersi mediante permessi retribuiti aggiuntivi rispetto a quelli previsti per la sua attività e che deve comportare oneri solo a carico del datore di lavoro”. 
Rispetto all’obbligo del datore di lavoro di fornire al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza le informazioni e la documentazione aziendale inerente la valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, previste dagi artt. 18, comma 1, let. s) e art. 50, comma 1, let. e), del D.Lgs. 81/2008), il documento di Ebinter conferma il “radicale mutamento culturale da una logica di semplice riparazione del danno a quella della prevenzione, rafforzando e privilegiando così quel potere d’iniziativa proveniente anche dal ‘basso’ voluto espressamente dal legislatore”. E in questa cornice si collocano le attribuzioni del RLS in merito all’attività propositiva dell’RLS stesso (art. 50, comma 1, lett. h, i, m). 
Infine si parla dell’obbligo di consentire al rappresentante dei lavoratori l’accesso ai luoghi di lavoro, da esercitarsi nel rispetto delle esigenze produttive con le limitazioni previste dalla legge. Tale diritto dell’RLS non facente parte delle disposizioni introdotte dal decreto 81/2008 è contenuto nell’art. 9, dello Statuto dei lavoratori, ove si precisa che "i lavoratori, mediante loro rappresentanze, hanno diritto di controllare l’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali’. La determinazione delle modalità per l’esercizio del diritto di accesso ai luoghi di lavoro è demandata dalla legge alla contrattazione collettiva nazionale”. 
Appare utile ricordare, infine, che il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è tenuto al rispetto del segreto industriale, come sancito dall’art. 50, comma 6, del D.Lgs. 81/2008.

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