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E' vietato fumare nell'ambiente scolastico, anche all'aperto!

Una scheda sul divieto di fumo nell'ambiente scolastico aggiornata alle ultime disposizioni

Il divieto di fumare negli ambienti scolastici è stato introdotto dalla legge n. 584/1975. Per quanto non sanzionato, il divieto si fondava su specifiche finalità socio-educative già espresse da precedenti CM precedenti. La proibizione è tornata d’attualità dopo vari anni con la direttiva presidenziale 14.12.1995, con la c.m. Sanità n. 4/2001, infine a seguito del consistente aumento delle sanzioni pecuniarie per infrazioni previsto dalla legge finanziaria 2002 (legge n. 448/2001).

La circolare n. 4/2001 ha chiarito l’ambito di applicazione delle norme legislative, le competenze e le modalità di contestazione, pagamento e versamento delle sanzioni.

L'art. 51 della legge n. 3/2003 ha stabilito il divieto di fumo nei locali chiusi, con eccezione di quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico, e di quelli riservati ai fumatori.

Il divieto, dunque, interessa sicuramente le aule scolastiche, ma anche tutti gli altri locali della scuola "aperti al pubblico" (cioè androni, atrii, corridoi, bagni, stanze ad uso ufficio, presidenza, segreteria, sala collegio, aule magne, biblioteche, ecc.). In definitiva, il divieto (n.b. in vigore dal 10 gennaio 2005) si estende all'intero complesso scolastico e sue pertinenze, escluse soltanto le parti eventualmente situate completamente all'aperto.

Da segnalare la nota ministeriale n. 151/2005 che rimarca come “il divieto in questione, nell'ambito delle istituzioni scolastiche, acquista ulteriore significato e valenza in quanto intimamente connesso con temi di importanza ed attualità quali la tutela della salute individuale e collettiva, l'educazione alla cittadinanza e alla convivenza civile, il rispetto della propria e dell'altrui persona, le corrette relazioni umane e sociali. Tali temi, strettamente correlati allo sviluppo della persona umana e alla formazione dei cittadini, in coerenza con la funzione della scuola di promozione della crescita umana, civile e culturale delle giovani generazioni, debbono tradursi in vere e proprie regole morali e costituire oggetto di comportamenti consapevoli e condivisi. Gli obblighi connessi al divieto di legge (facenti carico al datore di lavoro, che risponde con sanzioni pecuniarie a suo carico in caso di inottemperanza) attengono all'esposizione di cartelli con indicazione del divieto, della norma che lo impone e delle sanzioni, nonché all'individuazione, di uno o più dipendenti incaricati di procedere alla contestazione di eventuali infrazioni, alla loro verbalizzazione e ai prescritti referti alla prefettura.” ( S.Auriemma, Repertorio 2013, Tecnodid, 2013).

Il recente decreto legge 12.09.2013, n. 104, con l’art. 4, ha:

  • esteso il divieto di fumo, previsto dalla legge 3-2003, anche alle aree all’aperto di pertinenza delle istituzioni scolastiche statali e paritarie;
  • vietato, nelle stesse, l’uso di sigarette elettroniche nei locali chiusi.

  

Riferimenti normativi: cm 04.03.1964, n. 76; cm 06.11.1970, n. 358; legge 11.11.1975, n. 584; cm 04.06.1975, n. 143; cm 29.10.1979, n. 266; legge 24.11.1981, n. 689; cm 25.01.1982, n. 24; sent. Corte Cost., 07.05.1991 n. 202; sent. Tar Lazio, Sez. II, 28.01.1992 n. 213; d.lgs. 626/1994 e succ. modific.; sent. Tar Lazio, Sez. I/bis, 17.03.1995 n. 462; direttiva Pres. Cons. 14.12.1995; sent. Corte Cost. 11/20 dicembre 1996, n. 399; cm Sanità 28.03.2001, n. 4; art. 52, comma 20, legge 28.12.2001, n. 448; art. 51 legge 16.01.2003, n. 3; cm Salute 17.12.2004; nota 27.01.2005, prot. 151; decreto legge12.09.2013, n. 104.

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