Presentazione

Essere aggiornati sulle questioni di sicurezza e, soprattutto, sicurezza delle e nelle scuole, è importante. Per questo Cisl Scuola Lombardia ha ritenuto utile approntare uno strumento di facile consultazione per avere a portata di mouse tutta la normativa essenziale.

Specifice sezioni di questo strumento web offrono approfondimenti con rinvii alla normativa.

Un impegno caratterizza i nostri operatori: aggiornare costantemente questo supporto web perchè sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e nelle scuole sono questioni importanti.

 

CERCA

Prevenzione incendi

Il primo riferimento legislativo è il DM del 16.02.1982 contenente “Modificazioni del D. M. 27 settembre 1965, concernente la determinazione delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi” al punto 85 riporta “Scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie e simili per oltre 100 persone presenti”.

Il DM n. 382 del 29.09.98 contiene il Regolamento recante norme per l'individuazione delle particolari esigenze negli istituti di istruzione ed educazione di ogni ordine e grado, ai fini delle norme contenute nel decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modifiche ed integrazioni. Esso ha lo scopo di dettare criteri di sicurezza antincendio negli edifici scolastici di qualsiasi tipo, ordine e grado, per tutelare l’incolumità delle persone e i beni, contro il rischio di incendio.

Le scuole vengono suddivise, in relazione alle presenze effettive contemporanee in esse prevedibili di alunni e di personale docente e non docente, nei seguenti tipi:

tipo 0: scuole con numero di presenze contemporanee fino a 100 persone;

tipo 1: scuole con numero di presenze contemporanee da 101 a 300 persone;

tipo 2: scuole con numero di presenze contemporanee da 301 a 500 persone;

tipo 3: scuole con numero di presenze contemporanee da 501 a 800 persone;

tipo 4: scuole con numero di presenze contemporanee da 801 a 1200 persone;

tipo 5: scuole con numero di presenze contemporanee oltre le 1200 persone.

Ogni edificio facente parte di un complesso scolastico, purché non comunicante con altri edifici, rientra nella categoria riferita al proprio affollamento. Alle scuole di tipo «0» si applicano comunque delle particolari norme di sicurezza previste dal decreto.

Il D.M. del 10.03.98 riguarda i Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro. Il DM si applica in tutti i luoghi di lavoro, comprese le scuole.

Esso determina i criteri per la valutazione dei rischi di incendio ed indica le misure di prevenzione e di protezione antincendio da adottare al fine di ridurre l’insorgenza di un incendio e di limitarne le conseguenze, qualora esso si verifichi.

Nell’art. 2, 4° comma, vengono definite tre classi di rischio:

a) livello di rischio elevato; b) livello di rischio medio; c) livello di rischio basso.

La valutazione dei rischi di incendio può essere redatta dallo stesso estensore della valutazione complessiva dei rischi, nel rispetto degli artt. 31 e 32 del D. Lgs 81/08 qualora sia esterno all’azienda o dell’art. 34 qualora sia il datore di lavoro.

La valutazione dei rischi di incendio e le conseguenti misure di prevenzione e protezione costituiscono parte specifica del Documento di Valutazione dei Rischi di cui all’art. 17 comma 1, del D. Lgs. 81/08.

Tutte le scuole anno l’obbligo di redigerla.

Questa valutazione deve consentire al Datore di Lavoro di prendere i provvedimenti che sono effettivamente necessari, per salvaguardare la sicurezza dei lavoratori e delle altre persone presenti nei luoghi di lavoro. Questi provvedimenti comprendono:

- la prevenzione dei rischi;

- l’informazione dei lavoratori e delle altre persone presenti;

- la formazione dei lavoratori;

- le misure tecnico organizzative destinate a porre in atto i provvedimenti necessari.

Sulla base della Valutazione dei Rischi è possibile classificare il livello di rischio delle scuole in:

  • basso, quando vi sono meno di 100 persone presenti, sono presenti sostanze complessivamente a basso tasso di infiammabilità, le condizioni locali e di esercizio offrono scarse possibilità di sviluppo di principi di incendio e, in caso di incendio, la possibilità di propagazione dello stesso è da ritenersi limitata.  Secondo il DM 26/08/92 la scuola viene classificata di tipo “0;
  • medio, quando vi sono più di 100 persone presenti e quindi come previsto dal DM 16/02/82 la scuola è soggetta alle visite di prevenzione incendi. La scuola deve essere classificata secondo il DM 26/08/92 in relazione alle presenze effettive;
  • elevato, quando vi sono più di 1000 persone presenti o quando l’affollamento degli ambienti, lo stato dei luoghi o le limitazioni motorie delle persone presenti, rendono difficoltosa l’evacuazione in caso di incendio. La scuola deve essere classificata secondo il DM 26/08/92 in relazione alle presenze effettive;

In relazione al livello del rischio incendio gli addetti alla prevenzione incendi nominati dal datore di lavoro secondo l’art.18 comma 1 lett.b del D.Lgs.81/08, devono frequentare un corso di formazione della seguente durata: rischio basso ore 4; rischio medio ore 8; rischio elevato ore16 (all. IX , art. 7  D.M. 10/3/1998

Piano di emergenza: sia il DM 26/08/92 che il DM 10/03/98 prescrivono che siano prese misure per l’evacuazione in caso di emergenza. All’esito della valutazione del rischio incendio quindi, il Datore di Lavoro deve adottare le necessarie misure organizzative e gestionali, da attuare in caso di incendio, riportandole in un piano di emergenza, elaborato in conformità ai criteri previsti dall’allegato VIII del DM 10/03/98.In tale piano deve essere prevista l’assistenza alle persone disabili, agli anziani, alle donne in stato di gravidanza, alle persone con arti fratturati e ai bambini.

Informazione scritta sulle misure antincendio: devono essere predisposti avvisi scritti che riportino le azioni essenziali da attuare in caso di incendio. Tali istruzioni possono essere aggiunte alle planimetrie indicanti le vie di uscita e installate in punti chiaramente visibili.

Ad ogni modo, gli impianti e attrezzature antincendio devono essere controllate e manutenute secondo le norme vigenti (legislative, buona tecnica, UNI, ecc.). Tali interventi devono essere annotati in apposito registro a cura del Datore di Lavoro.

Le informazioni riportate in questo paragrafo sono utili per un primo approccio alla conoscenza delle norme in materia di valutazione del rischio incendio ma la complessità della materia rimanda ad un’attenta lettura delle norme, in particolare il DM 10/03/98.

Casi possibili

1° caso: la scuola non è soggetta alla sorveglianza diretta dei Vigili del Fuoco in quanto non è presente attualmente alcuna delle attività indicate dal D.M. 16/02/82 e il numero degli addetti è inferiore a 100 (punto 85 del D.M. 16/02/82).

Sulla base della Valutazione dei Rischi è possibile classificare il livello di rischio come basso in quanto sono presenti sostanze complessivamente a basso tasso di infiammabilità, le condizioni locali e di esercizio offrono scarse possibilità di sviluppo di principi di incendio e, in caso di incendio, la possibilità di propagazione dello stesso è da ritenersi limitata e infine non sono presenti persone con limitazioni motorie che possono rendere difficoltosa l’evacuazione in caso d’incendio.

La scuola inoltre ha un numero di addetti complessivamente inferiore a 100  persone complessive e pertanto ai sensi del DM 26/8/1992 è classificata come tipo “0”.

2° caso: La scuola  è soggetta alla sorveglianza diretta dei Vigili del Fuoco a causa del punto 85  dell'allegato al D.M 16/2/82 (scuole di ogni ordine e grado e tipo, collegi, accademie e simili per oltre 100 persone presenti). E’ presente il Certificato di Prevenzione Incendi rilasciato dai Vigili del Fuoco in data _____, valido fino al _____.

Sulla base della Valutazione dei Rischi è possibile classificare il livello di rischio come medio in quanto le condizioni locali e di esercizio offrono scarse possibilità di sviluppo di principi di incendio, ma la possibilità di propagazione dello stesso non è da ritenersi limitata e non sono presenti persone con limitazioni motorie che possono rendere difficoltosa l’evacuazione in caso d’incendio.

La scuola inoltre ha un numero di addetti compreso fra  101 e 800 persone complessive e pertanto ai sensi del DM 26/8/1992 è classificata come tipo “1-2-3”

3°caso: La scuola  è soggetta alla sorveglianza diretta dei Vigili del Fuoco, a causa del punto 85  dell'allegato al D.M 16/2/82 (scuole di ogni ordine e grado e tipo, collegi, accademie e simili per oltre 100 persone presenti). E’ presente il Certificato di Prevenzione Incendi rilasciato dai Vigili del Fuoco in data ________, valido fino al ___________.

Sulla base della Valutazione dei Rischi è possibile classificare il livello di rischio come elevato, in quanto le condizioni di esercizio, l’affollamento e/o le limitazioni motorie eventualmente presenti rendono difficoltosa l'evacuazione dell’edificio in caso di incendio.

La scuola inoltre ha un numero di addetti oltre le 800  persone complessive e pertanto ai sensi del DM 26/8/1992 è classificata come tipo “4-5”

PREVENZIONE  INCENDI  NEI  SERVIZI  EDUCATIVI  DELLA  PRIMA  INFANZIA

Sulla base dell’inquadramento legislativo, sono classificati luoghi a rischio di incendio elevato i locali nei quali “le limitazioni motorie delle persone presenti rendono difficoltosa l’evacuazione in caso di incendio” “indipendentemente dalla presenza di sostanze infiammabili e dalla facilità di propagazione della fiamma” (DM 10/03/98).

La circolare del Ministero dell'interno n. 4 del 1 marzo 2002 al paragrafo 5.3 equipara i bambini a persone con disabilità motorie (oltre che percettive del pericolo) ai fini della evacuazione in caso di incendio.

Secondo il D.M. 10.03.98 “Una categoria di rischio elevata può essere ridotta se il processo di lavoro è gestito accuratamente e le vie di esodo sono protette contro l’incendio”.

Dal quadro normativo si evince che i nidi di per sé sono luoghi a rischio elevato sebbene sia possibile un declassamento con adeguate misure tecniche, procedurali e organizzative e da questo deriva la possibilità di vincoli meno stringenti ma comunque perentori.